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COCCO BILL nasce il 28 marzo 1957
il 20 ottobre 2009 esce il secondo volume delle storie di COCCO BILL, che fa seguito al primo volume uscito nel 2007 per festeggiare i 50 anni di Cocco Bill e per ricordare i 10 anni della scomparsa di Jac.
Edizioni Stampa Alternativa.
Il libro riporta le storie edite da 'Il Giorno', ed infatti il libro e' intitolato 'Il Giorno' di Cocco Bill.
Disponibile sul sito dell'editore,www.stampalternativa.it , con il 10% di sconto (come per tutti i libri di Jac)
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COCCO BILL E IO, PER NON PARLAR DI NOI
di Gianni Brunoro
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Se appena appena ci penso, sono io stesso a sorprendermi. Dico, del fatto che da una quarantina d'anni non passa giorno senza che i miei occhi si posino o quanto meno sfiorino un'immagine di Cocco Bill, quella qui sopra riprodotta. Beninteso, non e' che la faccenda costituisca un rito che io mi sia imposto, come ad esempio una recita quotidiana di preghiere; e nemmeno una mia esigenza personale, senza la quale non potrei sopravvivere. No, la faccenda e' molto piu' banale, se volete. Ma anche intrinsecamente molto umana e personale... Quella immagine costituisce un 'quadro' appeso nel corridoio d'ingresso di casa mia, dal quale si accede a uno studio, a un soggiorno, a una cucina, alle scale che salgono al piano superiore, a un altro corridoio... Insomma, sta proprio nel bel mezzo, davvero nel cuore di tutta la casa. Per cui e' ovvio che qualunque movimento io faccia, basta che alzi gli occhi - cio' che non posso evitare, se non voglio andare battere il naso da qualche parte - ed ecco li' Cocco Bill che mi guarda, sorridente, sparacchiante, caciarone. Come da sua natura. Cio' che naturalmente e' la ragione per la quale si trova li'.
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Forse e' meglio chiarire la natura di quel 'quadro'. Che non e' gran che di speciale, voglio dire, e' soltanto un ritaglio di giornale, proveniente dalla copertina di una copia del settimanale su cui il Nostro viveva a quel tempo le sue avventure, vale a dire Il Giorno dei Ragazzi. In sostanza, dunque, non si tratta di un 'originale' [magari!], pero' posso dire che esso e' ugualmente... una mia creatura (con tutto il rispetto per Jacovitti, che a quel tempo non avevo ancora conosciuto). Nel senso che, allora, i miei figli erano molto piccoli (anzi, due dei quattro non erano ancora arrivati) e naturalmente, come tutti i bambini, avevano simpatia per ogni genere di 'pupazzetti'. Per cui, in occasione appunto della pubblicazione in prima pagina di una bella, grande immagine, sul supplemento settimanale di cui sopra (precisamente, il numero 12 del 1967: pensate, Cocco Bill era ancora un 'bambino' di appena dieci anni!), mi venne l'idea di contribuire alla loro educazione del gusto estetico fabbricando per loro un quadretto, che avrei messo appunto nella 'stanza dei bambini'. Detto e fatto: si ritaglia l'immagine, si va dall'amico falegname a farsi tagliare un riquadro di compensato della stessa misura, gli si stende sopra un adeguato velo di vinavil e infine, con un po' di pazienza e attenzione, gli si applica sopra l'immagine di Cocco Bill. Ecco li', il gioco e' fatto. Ne esce il quadretto autarchico di cui sopra. Ma cosi' simpatico, cosi' gradevole, che sembra un po' una punizione confinarlo nella 'stanza dei bambini', quasi una reclusione, quasi una privazione per il Cocco, cosi' abituato agli spazi aperti, alle pianure sconfinate, ai fuochi di bivacco, alle gran cavalcate in groppa al suo fido e vigile Trottalemme. Ed e' per quella ragione che esso finisce appeso nel corridoio sopra citato, insieme e accanto ad autentici quadri d'autore; e adesso - ormai da anni - anche a qualche tavola originale di fumetti. Di fronte ai quali - quadri & tavole - esso ha una paritetica dignita', un po' per essere in qualche modo un prodotto artigianalmente creativo del padrone di casa, un po' - anzi com'e' ovvio soprattutto - per essere un prodotto della fantasia di Jacovitti, una creatura che in tanti anni ha dato tanta gioia e tanto buonumore a una falange sterminata di lettori.
Fra i quali annovero anche me stesso come uno di quelli della prima ora. Lo sanno tutti, ormai: Cocco Bill e' 'nato' fin dal primo numero del giornaletto destinato ai figli dei lettori del quotidiano Il Giorno. Era il 28 marzo 1957 e quella iniziativa editoriale - un supplemento settimanale a colori destinato ai ragazzi - era assolutamente insolita nella stampa italiana del periodo, dove quello stesso quotidiano vantava rispetto a tutti gli altri eccezionali requisiti innovativi, di rivoluzionario svecchiamento. Sicche' anche quella iniziativa era cosi' nuova che fu premiata da un grande successo, molte migliaia di copie in piu' vendute all'edicola. Un fatto che si ripete' del resto sistematicamente per molti degli anni successivi.
Ebbene, di quel notevole «indice di gradimento», va riconosciuto che buona parte del merito risale alle creazioni di Jacovitti in esso presenti, come un'altra serie, Tom Ficcanaso, ugualmente a puntate. Ma naturalmente sopratutto Cocco Bill, che porto' a Jacovitti una grande notorieta' nazionale. E perfino 'laica', visto che in precedenza egli era ugualmente molto noto, ma solo in ambito cattolico, grazie alla fama acquisita presso i lettori di un altro celebre settimanale, Il Vittorioso.
Nel giro di pochi anni la marcia trionfale di Cocco Bill si fece davvero travolgente. Magari non si puo' dire di lui che fosse un gran paladino della non-violenza, viste le scazzottature e le sparatorie in cui viene coinvolto a ogni pie' sospinto. Pero' lo si potrebbe assumere come significativo esponente di una ipotetica lega anti-alcolica, visto che nel selvaggio West da lui frequentato, dove tutti sono formidabili bevitori di whisky, egli non travalica mai oltre una 'paciosa' camomilla. Della quale, curiosamente, non fu mai assunto come testimonial. In compenso, fu per anni un testimonial pubblicitario importante per una marca di gelati che a quel tempo andavano per la maggiore. E anche altri prodotti richiesero la sua collaborazione in tal senso.
Col passare degli anni la sua fama, derivante dalla simpatia riscossa presso il pubblico, lo porto' a essere presente anche sotto altre forme. Per esempio in volumi contenenti episodi completi delle sue avventure, oppure film d'animazione - i popolari 'cartoni animati' - con presenze in televisione o in videocassette. Ma ora non voglio star qui a tediarvi con i mille trionfi di Cocco Bill. Il quale fra l'altro e' significativamente perfino sopravvissuto al suo autore, visto che le sue storie continuano a uscire ancora oggi sul settimanale Il Giornalino, grazie alla fantasia di un bravissimo 'erede' di Jacovitti che risponde al nome di Luca Salvagno.
Comunque, il quadretto di cui sopra mi e' quotidiano promemoria di tutto questo. Pero' mi rendo conto di aver qui parlato piu' che altro di me e quasi niente di Cocco Bill. Poco male, perche' - insieme al solito editore delle opere di Jacovitti, Stampa Alternativa - stiamo preparando un libro per i cinquant'anni di questo ormai immortale personaggio, nel quale si troveranno tante storie, capaci di rappresentare un adeguato panorama di tutta la sua vita di carta. E ci saranno anche tante 'chiacchiere' che raccontino di lui quanto e come egli sia stato e continui a essere una presenza vivissima nella nostra societa'.
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UN GIORNO SPECIALE
di Edgardo Colabelli (segretario Jacovitti Club)
Il 28 marzo e' un giorno speciale anche per me, infatti per un figlio unico e' impossile festeggiare il compleanno del suo fratello maggiore ed io, forse tra i pochi al mondo, posso invece farlo!
Era il 28 marzo del 1957 quando, in tutte le edicole del nostro grande Paese, fa capolino un allegato al quotidiano 'Il Giorno', quello che tutti in Italia considerano il progenitore di tutti gli innumerevoli allegati che oggi invadono le rivendite di giornali.
Grazie alla felice intuizione di Enrico Mattei, allora padre padrone dell'ENI (proprietaria del quotidiano milanese), che penso' di far decollare le tirature del giornale arricchendolo con allegati, idee, e colore ma soprattutto di farlo diventare un veicolo di propaganda fra i piu' giovani attirati da un albo allegato a colori, dal contenuto comico avventuristico, e con all'interno la colonna portante del piu' grande disegnatore di fumetti italiano, allora celebre per i diari scolastici e per essere l'autore piu' famoso del Vittorioso (ancora oggi molti credono che Vitt del diario omonimo sia un omaggio al cognome del suo autore e non l'inizio della testata fumettistica romana).
Ed e' proprio sul primo numero di questo splendido allegato editoriale che nasce ovvero esordisce il piu' famoso personaggio nato dalla magica penna di Jacovitti ovvero Cocco Bill.
Sfogliare questo numero ci porta a conoscere un personaggio diverso, infatti la grafica del primo Cocco Bill nulla ricorda di cio' che tutti noi abbiamo in mente, e' infatti piccolo e tarchiato.
Ma dobbiamo dire che un'altra caratteristica di Jacovitti emerge da questo suo personaggio, come da tutti gli altri che lo hanno preceduto e seguito.
Jacovitti - oltre ad essere forse l'unico autore al mondo che non utilizzava i soggetti, le sceneggiature, non abbozzava i disegni a matita ma arrivava direttamente sul foglio bianco con il pennino e realizzava direttamente il disegno definitivo che poi ripassava, per ore ed ore, con un segno multiplo unico che rendeva l'opera eccezionale sotto tutti gli aspetti. Era un autore eccezionale per il fatto di aggiornare ed evolvere costantemente il suo tratto e la sua tecnica, tanto continuamente da non riuscire a far credere che l'autore degli anni quaranta fosse lo stesso di quello degli anni cinquanta e cosi' via. Se raffrontiamo storie dei diversi decenni pochi potranno credere che l'autore sia sempre il medesimo. Addirittura all'interno dei vari decenni lo stile si aggiorna ed evolve continuamente e, per molti di noi abituati a personaggi che costantemente rimangono immutati per decenni, e' quasi incredibile poter credere che un autore cambi e si evolva cosi' rapidamente.
Ed il motivo non e' quello naturale che, ad esempio, costrinse Charles Shultz (autore dei Peanuts) a rendere il tratto tremolante a causa di un inizio di morbo di Parkinson, ma solo l'estro e la genialita' di un autore che poteva nascere solo in Italia culla dell'Arte con la maiuscola e che era sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Altra caratteristica unica di Jacovitti e' il fatto che i suoi lettori considerino il migliore periodo non quello della eventuale maturita' artistica, ma quello in cui l'autore li ha affascinati per la prima volta. I piu' anziani prediligono gli anni quaranta dell'esordio, i sessantenni gli anni cinquanta, quelli della mia generazione gli anni sessanta e settanta e cosi' via e cio' dimostra che l'autore ha garantito per circa sessant'anni un livello di rendimento costante nonostante una tecnica sempre diversa.
Come vedrete a corredo dell'articolo, ci sono esempi del nostro amico Cocco Bill nei vari anni e molti faticheranno non poco a vedere addirittura una somiglianza fra i vari personaggi. I piu' grandi intenditori dell'arte di Jacovitti riescono, dal tipo di disegno visionato, a datarne il periodo con buona approssimazione.
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Ma torniamo al compleanno. In questo giorno festeggio con piacere il mio fratellone che in 47 anni di vita mi ha accompagnato per oltre 37 quando, poco piu' che bambino, lo leggevo sul Corriere dei Piccoli e attendevo settimana dopo settimana di sapere come andavano le sue strampalate ed irresistibili avventure.
Ma soprattutto mi ricordo quando la sera aspettavo fiducioso, ma spesso invano, i suoi cartoni (e quelli di Zorry Kid) al Carosello televisivo, rigorosamente in bianco e nero.
Ora ho i capelli bianchi (pochi per fortuna, nonostante l'eta'), ma ancora oggi leggo, e faccio leggere ai miei figli, le avventure di Cocco Bill sul Giornalino che, grazie ad un erede degno del Maestro, quale non si puo' che definire tale, Luca Salvagno, e alla supervisione attenta di Silvia Jacovitti (la figlia di Jac che non ha la fortuna di avere lo stesso dono artistico, ma e' una ottima giornalista e quindi supervisiona e garantisce la continuita' dei testi), continuano ad allietarci e a renderci eternamente giovani.
Infatti il pregio maggiore di Jacovitti non era nella sua irraggiungibile qualita' artistica, ma nell'essere rimasto, fino agli ultimi giorni della sua vita, un eterno bambino con una immaginazione sconfinata ed inesauribile.
Purtroppo il fumetto in questi anni sta sentendo la grande concorrenza di forme alternative di intrattenimento ma se, fra altri cinquant'anni, esistera' come io spero questa splendida forma d'arte, sono sicuro che Cocco Bill, magari con la barba bianca, sara' ancora tra di noi a raccontarci le sue surreali storie magari non su albi cartacei ma su super evoluti libri elettronici.
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